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Torhout, Belgio - Campionati Mondiali 100 km

 

30ste Nacht van West-Vlaanderen – Torhout, Belgio

Campionati Mondiali 100 km

 

 

…in breve, NVV. Era scritto dappertutto: una sola freccia nera su campo giallo ad indicarmi la direzione nella notte più breve che io ricordi… NVV, ok allora la direzione è quella giusta.

NVV alla cerimonia di apertura, quando abbiamo sfilato insieme alle altre nazioni presenti. Mario Fattore, nel giorno del suo compleanno, è il portabandiera per l’Italia: è raggiante, sorride sempre ed il suo sorriso è la bandiera più bella. Si sale sul palco, e siamo tantissimi, orgogliosi nelle nostre tute bianche e blu… i nostri nomi vengono storpiati dallo speaker fiammingo: “Monique Carlen” sembra la più amata dal pubblico… hanno capito tutto. E’ la nostra stella nel cielo delle Fiandre.

Io divento Ilario, poi c’è Armuzzo e poi Cal..ca..ter..ra…eddai….È troppo difficile da pronunciare! Si mangia qualche sillaba ma il concetto è chiaro, e non c’è bisogno di presentarlo al pubblico: è Giorgio, e basta.

Stiamo già “sgasando” ….ed è solo giovedì sera.

Pasta party e birra belga nel grande palazzetto dello sport di Torhout….chi può, chi non corre, oggi ci dà dentro con la birra,che è davvero buonissima.

Ed è quasi notte,la vigilia… festa improvvisata a Mario e poi tutti a letto.

NVV…e il tempo è  molto variabile, un po’ piove e fa freddissimo, poi esce il sole e si muore di caldo, poi si leva il vento… un’incessante preoccupazione… ma come ci vestiamo stasera??e non sono discorsi frivoli tra ragazze ma una scelta fondamentale… la notte sarà lunga e fredda e dobbiamo considerare una possibile crisi, magari camminando...e il vento?

In camera ci confrontiamo come ragazzine in gita scolastica… Monica mi consiglia di coprire le gambe, ok primo problema risolto..

NVV ed un percorso tortuoso, una mappa del tesoro in mano: 5 giri per 5 ristori fanno 25 rifornimenti… tutti da codificare A1, A2, B3, B4, C1, C4, D2, D4, E4 COLPITO AFFONDATO…

Come piccoli chimici lottiamo con bottigliette e pennarelli in questa angosciante battaglia navale, cercando di distribuire bene sali e acqua, zuccheri e malto destrine e schifezze varie. La preparazione dei rifornimenti ci porta via gran parte della mattinata e arriva l’ora del meeting tecnico, composizione delle squadre, nomina dei capitani ed organizzazione del personale ai ristori..per fortuna gli accompagnatori sono parecchi, perché 17 persone in gara sono tante da seguire.

 

NVV ed un’amica, Orietta, arrivata da pochi minuti per vedermi e ripartire il mattino seguente..subito travolta dall’organizzazione del team Italia.

Un pomeriggio passato troppo in fretta, gli ultimi sms, le foto di rito e siamo già in zona partenza. Sono emozionata, serena ed orgogliosa. Non mi aspetto nulla, sono amaramente consapevole delle mie condizioni fisiche: nell’ultimo mese sono peggiorate, non sono nemmeno riuscita a fare un lungo, la gamba sx fa sempre male dopo il 30esimo km. Mi sono allenata con dolore,sconforto ma qui ed ora, in partenza, sono serena. E’ una sensazione forte come il sole che ci accompagna.

NVV ed Orietta che si china a controllarmi il doppio nodo delle stringhe, come fossi la quarta dei suoi figli..un nodo mi serra la gola per questo gesto di tenerezza che mi coglie di sorpresa e che perfeziona il mio concetto dell’amicizia…30 ore di viaggio per controllare che avessi allacciato le scarpe al Mondiale, fate un po’ voi…se non è un’amica lei…

NVV e l’ultimo abbraccio,e si parte…

 

La campagna di Torhout, le casette tutte simili, perfette, i giardini curati, i vialetti di accesso senza cancello, i tetti spioventi del nord..il sole resta alto a lungo, fino alle 23 è chiaro…e si corre. Sono serena,non sento dolore ed il motore “sgasa”…un giro, due giri..e siamo già alla maratona…il passaggio ai ristori diventa il rimedio alla monotonia, ci sono tutti gli amici, i tecnici.

NVV ed arriva il buio della notte delle Fiandre, al terzo giro…e sfuma la campagna, sfumano le case e le fattorie, i cavalli e le mandrie di mucche e vitelli… tutto sembra uguale…. lontano dai centri abitati c’è un silenzio ovattato e i miei passi scandiscono il tempo, i metri che avanzano..e mi ritrovo sola, dopo il 50esimo km nel buio della notte, qualche raro lampione, parecchi generatori ma mi piace davvero questo percorso… corro e corro e ascolto solo le sensazioni della pelle, del vento che a tratti si leva, seguendo le frecce gialle e nere. Ad un certo punto penso che non sono mai stata tanto felice di correre, mi sento parte della campagna e del buio della notte che mi accompagna…

 

NVV ed inizia il quarto giro..il tibiale si sta indurendo, lo sento, non ho paura perché sono mesi che corro con questo dolore..poi prende il tendine e devo rallentare… nel buio scorgo una bandana bianca: è Noemy… mi sembra spaventata, sta male..mi dispiace moltissimo vederla così e faccio quello che posso per rincuorarla… finché non la vedo riprendersi e superarmi: che sollievo! Sono contentissima di vederla davanti a me, è quello il suo posto e il suo passo sembra un po’ più sicuro di prima. Il dolore aumenta, non mi sento stanca ma non riesco più a lanciare le gambe in avanti..siamo a 75 km e crolla anche la testa, inizio a star male anche io che avevo retto senza problemi fino a quel momento.

Il buio che fino a poco prima mi cullava ora mi terrorizza..mi sento sola, in difficoltà, abbandonata in mezzo alle campagne.

La paura della solitudine diventa l’ostacolo contro cui combattere, quando stai male le distanze e le ombre si allungano: ma devo continuare, non sono ad una gara qualsiasi, ma ad un Mondiale…a questo punto è solo testa, determinazione, quell’ostinazione che ti permette di sovrastare il dolore. Vado avanti, rovisto tra i pensieri confusi e stanchi del cuore in cerca di un buon motivo per continuare a  trascinare le gambe per altri 15 km, gli ultimi…fa tanto male ma ancora una volta penso a papà che quelle gambe nemmeno poteva muoverle, e continuo.

Mi fermo al ristoro di Stefano Scevaroli e gli chiedo confusa “cosa faccio?”

E lui, fedele al suo credo incrollabile che la persona viene prima dell’atleta, mi aiuta a prendere la decisione più difficile: andare avanti… quando sei lì lì per ritirarti in una gara del genere sono istanti di angoscia, è davvero difficile decidere con lucidità.

Grazie Stefano,sei arrivato al momento giusto come i maghi nelle fiabe!

Ma il team Italia è compatto e in quei pochi minuti che passo al ristoro con loro mi ritorna la serenità: la mia gara d’ora in poi non avrà più nessun interesse sportivo, sarà solo la gara di Ilaria, il suo Mondiale, la sua seconda ultramaratona. Un’esperienza in più, una guerra di trincea con il suo tibiale e la paura del buio…e il cielo inizia a schiarire, arriva l’alba…vado avanti, cammino, alla fine la gamba non si piega nemmeno più e mi ritrovo a marciare, fa niente se è un altro sport, ma devo arrivare. So che sono là tutti nella piazza di Torhout… mancano 300 Mt e mi viene incontro Vincenzo, corre con me gli ultimi metri…grazie che non mi avete lasciato sola: vedo l’arrivo e siete lì, in pochi, ma ci siete… e gli occhi si colmano di lacrime e rabbia e dolore, sogni e speranze.

Noemy è lì per me e piange, mi abbraccia e mi ringrazia di averla aiutata e in questo abbraccio si scioglie qualsiasi emozione…infreddolite e stanche piangiamo insieme per un tempo che sembra lunghissimo, ma sono solo secondi..

NVV ed è finita, non so come, ma l’ho finita. Questo momento di pura energia palpabile mi ha ripagato di tutto. 10 h e 43’….il tempo cronometrico fa schifo ma il tempo del mio cuore ha fatto il suo personale. Mai avrei pensato nelle condizioni in cui ero di onorare la maglia azzurra e portare a termine la mia gara. Nonostante l’amarezza, adesso mi sto convincendo di aver fatto una cosa impossibile…

NVV ed è un GRAZIE che sgorga impetuoso a tutta la squadra, a Stefano Scevaroli cuore pulsante del gruppo, ai nostri campioni che ci hanno fatto emozionare.

 

NVV e le premiazioni dopo qualche ora: Giorgio Calcaterra, Monica Carlin e Marco Boffo… ed è medaglia, titoli mondiali ed europei.

NVV ed i nostri ragazzi Campioni d’Europa: l’inno di Mameli fa venire i brividi come ghiaccio a cubetti, l’emozione sale e con gli occhi lucidi li vedo sul podio con la mano sul petto. E’ la prima volta, vi assicuro che dopo una fatica del genere questi momenti ti lasciano senza fiato.

NVV ed è grazie a tutto lo staff Italia, perché non avete abbandonato i ristori fino al passaggio dell’ultima atleta (indovinate un po’…) e per ore ed ore tutta la notte ci avete nutrito ed incoraggiato…

Grazie per la simpatia, per gli scherzi di chi saltava da un ristoro all’altro per confonderci…sarà stata la stanchezza, ma vedevo ovunque Andrea e Nicola. Che simpatico incubo J ….

NVV ed è grazie all’umiltà e al grande esempio dei campioni che questa Nazionale accoglie, la simpatia e la forza di un gruppo di persone straordinarie, prima ancora che atleti. Come in una grande cesta, alla fine abbiamo messo in comune e donato al gruppo le gioie e le delusioni ed il bilancio è assolutamente impari: un trionfo!

NVV ed una freccia nera che indica la direzione di casa: col cuore gonfio, un ricordo indelebile, troppe emozioni da riordinare, un tibiale da trapiantare e nuovi obiettivi da inseguire…

Ho imparato una grande lezione: è l’uomo che vince, non l’atleta. Qualsiasi sia la sua posizione in classifica, vince chi sa onorare il proprio limite. Chi ha il coraggio di ritirarsi e chi ha il coraggio di continuare, chi sa soffrire e gioire con gli altri, chi vive la gratitudine e l’amicizia come il vero unico allenamento.

Grazie alla Nazionale di Torhout 2009, ai dirigenti, ai tecnici e tutti i familiari ed amici al seguito.

NVV…e la nostra lunga corsa continua…

 

“Non sono felice perché vinco, ma vinco perché sono felice” (Alex Schwarzer)

 

Ilaria Fossati

 

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