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IL GRUPPO

Il Gruppo

Articolo di Roberto MONTALTO
Coordinatore Gruppo A.N.C.D.A. Roma

 

 

Con gli altri membri del Gruppo, i familiari possono aiutare l'alcolista in quanto essi sono legati a lui da vincoli affettivi ed anche perché sono in grado di capire, dopo essere stati informati, qual'é il metodo piú adatto per aiutarlo e curarlo. Questo non é peró possibile se nella famiglia c'é la convinzione che l'alcolista sia un vizioso e non un ammalato.
Una volta sensibilizzata la famiglia, l'individuo che beve non considererá piú gli altri alla stregua di un giudice o di un carceriere e riuscirá a trovare quella comprensione e quell'aiuto morale ed affettivo che gli permetterá di superare la malattia.
L'alcolismo fa ammalare tutta la famiglia che deve essere perció curata con il medesimo impegno e la medesima sollecitudine usata nei confronti del membro che beve.

La nostra esperienza, collaudata ormai da quasi venti anni, dimostra che é meglio curare un alcolista insieme alla sua famiglia o con le persone a cui é strettamente legato. Tutti i membri della famiglia dovrebbero entrare nel Gruppo di mutuo aiuto e condividerne motivazioni e finalitá.
Un altro fattore importante si riferisce all'esperienza di essere accettati da un Gruppo e di essere in grado di partecipare a pensieri e sentimenti senza timore di critiche. E' un senso di unitá ed attrazione a legare insieme i membri ed a rafforzare la risoluzione a non bere; se ogni membro si sforza di aiutare gli altri come se stesso, si instaura la coesione; se invece si instaura il pettegolume da cortile, si determina la divisione.
Quando il Gruppo funziona, le persone cambiano.
Con il passare del tempo il fulcro dell'interesse si sposta dal proprio problema e dal mantenimento dell'astinenza all'aiuto da prestare agli altri perché rimangano astinenti. In termini psicologici ció significa il "superamento della condizione di dipendenza dal Gruppo".

Le vittime di un problema legato all'alcol si sentono impotenti ed in colpa perché non riescono a modificare il comportamento che provoca problemi sociali, finanziari e sanitari. Questi sentimenti derivati dai fallimenti passati allestiscono la scena delle tentazioni e dei fallimenti futuri. Si instaura un circolo vizioso: il fallimento porta al rimorso che, a sua volta, provoca compulsioni ed ulteriori fallimenti. Il grande vantaggio di un buon Gruppo é la riduzione del senso di colpa e di impotenza che si verifica naturalmente; il fatto di ascoltare le storie altrui aiuta ad inserire i problemi in una prospettiva piú ampia, come qualcosa che fa parte della condizione umana e non come segno di personale iniquitá.
Affrontare il problema del giudizio negativo della societá esige dunque che ci si renda conto di non essere soli, che ci sono altri nelle tue condizioni e che essi capiscono e riconoscono i tuoi problemi, le tue idee e le tue aspirazioni. I nuovi membri apprendono che hanno un valore, che possono fornire un contributo e che hanno pieno diritto ad un posto nel mondo.

Un Gruppo offre molte possibilitá, molte opportunitá di contrarre amicizie durature e questa socializzazione fuori del Gruppo stesso é un aspetto importante del processo di mutuo aiuto.
Ci vuole poco a comprendere che la divisione dei coniugi in Gruppi separati tende a cristallizzare le regole di questo gioco, a far funzionare il Gruppo come sfogatoio e avvocato di difesa dell'alcolista, a stimolare una rappresentazione falsa e distorta dei fatti e delle situazioni familiari. La fiducia e la confidenza date al Gruppo e negate al coniuge inducono diffidenze e gelosie; le storie raccontate dentro al gruppo e sempre riferite fuori, stimolano sfiducia, disistima, ostilitá e conflitto. La separazione di coniugi in Gruppi diversi favorisce il sorgere di relazioni tra alcolisti di sesso diverso. Il metodo dei Gruppi separati (alcolisti con alcolisti e parenti con parenti) puó apparire all'inizio piú gradito all'alcolista, ma alla lunga, non lo aiuta a rientrare nella normalitá imprigionandola anzi sempre piú nel ghetto della diversitá.

Per aiutare un alcolista a smettere di bere sono importanti le storie dei membri del gruppo. Queste sono le domande che un nuovo membro si pone :" Che problemi avevano?", "Come riuscivano a farvi fronte?", "Cosa fanno ora per affrontare la situazione?".
Le informazioni di questo tipo sono di inestimabile aiuto per il nuovo membro e per la sua famiglia; gli forniscono incoraggiamento e speranza poiché egli riesce ad identificare in un modello caratterizzato da successo un problema simile al suo. Molto spesso una dipendenza sparisce piú facilmente quando mutano le relazioni sociali. Nel nuovo Gruppo é necessario che ci si liberi dal paraocchi delle soluzioni standardizzate di valore esterno, universale, intelligente, igienico, umano e responsabile (come quello di abbandonare il coniuge alcolista nei propri rifiuti ad esempio) per esaminare l'ampia gamma delle possibili risposte. L'agilitá mentale é un modo per vincere i suggerimenti sostenuti rigidamente. Se il problema é quello di aiutare un alcolista a smettere o a non ricadere, tutti i membri del Gruppo devono pensare possibili soluzioni tenendo presenti queste regole:

 

SOSPENDERE I GIUDIZI. BISOGNA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE TUTTI I CONSIGLI, ANCHE I PIU' BIZZARRI, IL LORO VALORE VERRA' STABILITO IN SEGUITO.

LASCIARE VAGARE LA MENTE. LE IDEE PIU' OVVIE E COLLAUDATE POSSONO NON COSTITUIRE LA SOLUZIONE PIU' APPROPRIATA.

SERVIRSI DELLE IDEE DEGLI ALTRI. ASSOCIARLE LIBERAMENTE ED AGGIUNGERVI QUALCOSA, DILATARLE.

ESAMINARE IL PROBLEMA SOTTO L'ASPETTO DELLE AZIONI A RISCHIO COME LA FRUSTRAZIONE, L'IRA, GLI STATI EMOTIVI NEGATIVI, LA TENTAZIONE SOCIALE, LA TENTAZIONE AD OPERA DI ALTRI.

Questo metodo ripetuto porta ad accrescere la capacitá di fare fronte alle situazioni a rischio e riduce la durata e la gravitá delle ricadute.

 

 

http://www.andcaroma.it